Josefina Chacín Ducharne

Una vita consacrata alla Volontà Divina

Josefina Chacín Ducharne, la schiava del Signore, figlia di genitori venezuelani e primogenita di dodici figli, è nata nell’isola di Trinidad il 22 marzo del 1920. Da piccola fu portata dai suoi genitori in Venezuela e allevata in una fattoria in una remota regione senza scuole né chiese. All’età di diciassette anni con la famiglia andò ad abitare a Caracas. Non frequentò mai una scuola e non ricevette alcuna formazione religiosa. La natura e la vita familiare sono stati i suoi maestri, e la voce della coscienza la sua guida spirituale. A ventisette anni, alla morte di suo padre, ebbe la responsabilità di provvedere alle necessità di sua madre e dei fratelli. Data la sua naturale abilità e intelligenza, iniziò una fabbrica di caramelle, diventando una delle prime donne d’affari e di più successo della Venezuela del tempo.

All’età di trentaquattro anni ebbe un’esperienza improvvisa e trasformante che lei stessa descrive, in diversi momenti, come segue: «La domenica 22 di agosto del 1954, erano circa le undici del mattino e mi trovavo a casa mia nel quartiere Alta Florida di Caracas, il Signore mi si manifestò come l’Essere che “È”: fu un’esplosione di AMORE, LUCE, SAPIENZA e BONTA’ che avvenne nel più profondo del mio essere facendomi conoscere chi è LUI e chi sono io: il TUTTO e il nulla…». «Non ho parole con cui esprimere in che cosa è consistita questa “esperienza”… In quel momento l’unica cosa che ho capito è stata che QUELLO era Tutto e che io ero niente, mi son vista come se io fossi un immenso blocco di ghiaccio che in un istante, a contatto di QUELLO, si era convertito in una goccia d’acqua e che tutto ciò che attribuivo a me era opera di QUELLO, e che senza QUELLO, io ero niente…». «È stato ciò che ha cambiato completamente la mia vita, poiché da allora io non desidero altro che compiere la Sua Divina Volontà…».

«Questa presa di coscienza del Tutto e del nulla, che considero frutto dello sforzo di tutta l’Umanità, è “il Messaggio” diretto a tutti gli esseri umani che siano disposti a riconoscere il loro “nulla” e aprire la via al TUTTO, l’Essere, in se stessi…». «La ripercussione che ebbe questa esperienza in me fu un cambio di valori, un cambio di vita… Non sentivo più attrazione per feste né per altri incontri sociali, al punto che dovetti abbandonare tutto per dedicarmi solamente a ubbidire a quella forza che si manifestava nel mio interiore come una voce a cui mi era molto difficile disubbidire perché si manifestava come una volontà superiore alla mia; non perché vedessi negativi quei valori che lasciavo ma perché in relazione a quello che avevo ricevuto erano superati non soddisfacendomi più come prima…». «…e così m’andai via via ritirando dal contatto col mondo esterno in cui allora vivevo, identificandomi sempre di più con quella Forza interiore che a poco a poco venivo riconoscendo come una Voce che mi orientava in tutti gli atti della mia vita; era qualcosa di molto intimo e personale che allora non sentivo di trasmettere a altre anime».

In seguito Josefina si rese conto della profonda unità della sua originale esperienza personale con la realtà vivente e la coscienza di Gesù Cristo: «…ebbi un’esperienza viva riconoscendo in lui [Gesù] quella stessa realtà della mia prima esperienza; in questo modo ho potuto riconoscere QUELLO che È, e che oggi chiamo l’Essere, nell’uomo, nella natura umana, e che vuole manifestarsi in ogni essere umano». Da bambina i suoi genitori la fecero battezzare nella Chiesa Cattolica. Ma fu soltanto dopo quella sua prima esperienza che lei cominciò a praticare la fede cattolica, professandola con grande fervore e completa dedicazione: «Quando venni ad abitare in città, la religione non aveva alcun senso per me, fu dopo l’anno 1954 che cominciai a praticare la religione e lo feci profondamente e con convinzione per vent’anni fino al 1974, quando i sacramenti e i riti religiosi furono superati per l’adorazione di Dio in Spirito e in Verità. Credo che questa è la meta di ogni religione».

Seguendo un impulso interiore, che lei sentiva come Volontà di Dio, andò varie volte in diversi paesi dell’America, Europa, e Medio Oriente, fermandosi per qualche tempo in importanti centri di spiritualità, come Fatima, Avila, Assisi, San Giovanni Rotondo, ecc., e più frequentemente a Gerusalemme e a Betlemme. Molti dei suoi scritti di quel tempo esprimono le sue ispirazioni e intuizioni riguardanti la spiritualità di ogni luogo e le persone con le quali entrava in contatto. Nel 1963, durante un ritiro con un piccolo gruppo di persone, fu sorpresa da una voce interiore che le fece comprendere che la sua missione era di trasmettere ad altri quello che aveva ricevuto: «…quella voce, che adesso chiamo il Signore, con sorpresa mia e di coloro che erano presenti si manifestò davanti a tutti, facendo loro conoscere che si trattava di un MESSAGGIO per tutta l’umanità e che io dovevo trasmettere alle persone che Lui stesso avrebbe posto nella mia vita…».

Verso la metà del 1970, varie famiglie, attratte dall’esempio della sua vita, manifestarono il desiderio di vivere insieme a lei in comunità, per mettere in pratica l’ideale di vita del Messaggio. Convennero di comprare un terreno nei sobborghi di Caracas, al quale più tardi fu dato il nome di “Granja Hogar Los Peregrinos”. Col tempo molte altre persone e famiglie si unirono a loro, provenienti non solo dal Venezuela, ma anche da altri paesi: Italia, Messico, Stati Uniti, Terra Santa… Col crescere della comunità, altri luoghi, in Venezuela e in altri paesi, sorsero con lo stesso scopo. I principi basilari della comunità che sorse spontaneamente attorno a Josefina Chacín Ducharne erano, dal suo inizio, l’esclusione totale di qualsiasi forma di istituzionalizzazione giuridica e religiosa e il rifiuto cosciente di qualsiasi tipo di proselitismo.

Il loro ideale di vita può essere riassunto così: fedeltà alla propria coscienza, rispetto alla libertà e coscienza degli altri, lo sforzo personale di centrare la propria vita nella Volontà di Dio a esempio di Gesù Cristo, rinunciando a ogni forma di egoismo. In seno alla comunità Josefina è stata la madre amorosa interamente dedicata ai suoi figli spirituali, piccoli e grandi, attenta alle loro necessità, dalle più profonde inquietudini interne ai più piccoli problemi della vita di ogni giorno. Aveva il dono speciale di tradurre il più profondo insegnamento dottrinale in forme concrete e semplici di applicazione alla vita pratica. L’influsso della sua straordinaria personalità e la saggezza del suo insegnamento e direzione spirituale hanno influenzato la vita di molte persone, anche oltre i limiti della comunità, mediante contatti personali e una copiosa corrispondenza.

I suoi ultimi venticinque anni di vita furono segnati da crescenti sofferenze fisiche che lei accettava con pazienza e coraggio come compimento dell’offerta di se stessa alla Volontà Divina, considerandole un dono di Dio che l’aiutavano a incarnare il Messaggio che lei sentiva di dover trasmettere più con la vita che con le sue parole. Nonostante le sue continue sofferenze e la sua costante attenzione alle molte persone che ricorrevano a lei, continuò a svolgere la fruttifera attività di scrivere altri libri con ulteriori comprensioni e chiarimenti riguardo al Messaggio.

Il 4 gennaio 2007, a ottantasei anni, Josefina fu chiamata al suo riposo eterno nel Signore, lasciando un esempio di totale corrispondenza tra le sue parole e la sua vita, sempre fedele alla sua missione di abbandono incondizionato alla Volontà Divina. Visse fino alla fine la coscienza del suo “nulla” in relazione al “Tutto” che era emersa in lei dalla sua esperienza originale.

Francis Elmo

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